CASCINA MONTAGLIATO (MONFORTE D’ALBA)


La CASCINA MONTAGLIATO (MONFORTE D’ALBA) viene storicamente citata verso la fine del 1600, quando scoppiarono nelle Langhe le rivolte antisabaude, dove un certo ruolo ebbero “le Cassine” (o Cascine) come documenta Angelo Torre nella sua opera “Luoghi: la produzione di località in età moderna e contemporanea). Risulta infatti che l’avvocato Francesco Giacinto De Magistris avesse all’epoca una Cascina Montagliato, ove aveva eretto un fedecommesso.

Ma antiche memorie tramandate oralmente da varie generazioni e suffragate da ricerche sul territorio ci inducono a ipotizzare un’origine ben più lontana della Cascina Montagliato.
L’ipotesi avanzata è che possa essere stata, anticamente, una grangia o masseria templare, gestita da un fattore che coordinava il lavoro dei servi, come erano le strutture al tempo.

Ci porta al periodo medioevale il severo muro in pietra a “bastione” del lato nord-ovest, tipico delle costruzioni trecentesche di castelli e fortezze.
E’ ipotizzabile, da comparazioni effettuate con riproduzioni di disegni di costruzioni dell’epoca, che in origine la Cascina Montagliato possa essere sorta come torrione.
Naturalmente, nel corso dei secoli, distruzioni, riedificazioni, ristrutturazioni varie hanno di certo variato di molto l’antica costruzione.
Infatti, come scrive Loredana Imperio, nell’approccio all’architettura templare è necessario ricordare che, a partire dal 1312, quasi ogni fondazione del Tempio passò ai Gerosolimitani, subendo sicuramente tutta una serie di modifiche, destinate a snaturare la primitiva fisionomia degli edifici.

Come sottolinea Nadia Patrone la presenza dei Templari era quivi (in Piemonte) notevole (I Templari in Piemonte di Massimo Centini), in quanto rispondevano all’esigenza dell’habitat, regione di passaggio per tutti i pellegrini avviati ultra mare in Terrasanta, a cui essi offrivano, secondo la loro funzione, ospitalità ed assistenza…
Dopo oltre 600 anni dalla soppressione dell’ordine del Tempio (L. Imperio) esistono ancora toponimi che ne indicano chiaramente la presenza e sono decisamente applicabili alla storia templare. Le categorie di toponimi che si possono definire templari sono quelle inerenti alla vita e all’organizzazione dell’Ordine e quelli relativi alla titolazione di insediamenti e sedi templari (colombara, commenda, grangia, hospitale, magione, peschiera, tempio….)
Adiacente alla CASCINA MONTAGLIATO (MONFORTE D’ALBA) esiste ad esempio la località Peschiera, un terreno agricolo a suo tempo adiacente un laghetto solo nel secolo scorso prosciugato e livellato per ampliare la borgata.
E noi sappiamo che il toponimo Peschiera (o Piscaria o Piscatoria) stava a significare stagno costruito artificialmente per l’allevamento del pesce, alimento fondamentale pe la dieta dei Templari.
Un’altra testimonianza dei Cavalieri del Tempio.

Inoltre su un antico muro in pietra dell’edificio, lato nord-est, esiste una targa in malta con la data, in numeri romani, 26 maggio 1820, alla quale è anteposto il simbolo della Massoneria, ulteriore conferma di una presenza templare.
Infatti quando i Templari vennero condannati e perseguitati dal re di Francia Filippo il Bello molti di essi trovarono rifugio in Scozia e in altri Paesi dove, secondo autorevoli studiosi (e la stessa Libera Muratoria) continuarono a esistere clandestinamente per rinascere secoli dopo nelle vesti della Massoneria.

Va ancora ricordato che in Francia, nella lunga lotta dell’Inquisizione contro i Catari (o Albigesi) dal 1318 al 1324/25, per motivi mai ben chiariti, ci fu un accanimento contro Montaillou, piccolo paese dell’Alta Ariège, comunità occitana di contadini e pastori.
I pochi superstiti fuggirono, come tanti altri loro predecessori, verso il nord Italia, diretti verso Piemonte e Lombardia.
Ed è probabile che alcuni di essi trovassero ospitalità presso i Templari della cascina di nostro interesse. A tal riguardo noi sappiamo da documenti dell’epoca che spesso i Cavalieri del Tempio custodirono dei beni appartenenti ai Catari e che aprirono le porte delle loro Commende a questi gnostici offrendo loro rifugio durante le persecuzioni (storia-controstoria.org)…
Ed è presumibilmente a questo periodo che si rifanno antichi racconti, tramandati nei secoli, ricordando che in terra di Langa transitavano in gran segreto “Eretici francesi giunti da luoghi molto lontani, “forestieri provenienti dall’altra parte della Francia” che “stabilendosi alcuni in queste zone diedero denominazioni francesi a qualche insediamento”.
Infatti il sito potrebbe aver assunto, quale “denominazione di origine/provenienza”, il nome di Montaillou, proprio in ricordo di coloro che da tanto lontano erano giunti.
Successivamente, per trasformazioni lessicali e adattamenti locali, diventato Muntajà e ribattezzato in italiano Montagliato.


Per ulteriori info:    templarinelmondo@gmail.com
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